Anni

18 anni, non dico la maturità ma tanta strada. Insieme. 

Cambiati, certo! Qualche segno in più sul viso, il sorriso e la complicità nello sguardo, tette cadenti che due figli si avvertono soprattutto a livello pettorale e nella taglia che non corrisponde a ciò che era e che ricordavano.  Vita e ricordi, foto in un album quando ancora non esistevano i selfie. Amore fatto di carezze e piccoli gesti nella routine. Le sorprese dei lusso rari e preziosi come il tempo che ci concediamo da soli. Auguri a noi.

Oggi (.. complice la primavera)

E poi arriva la sera che,  complice un bicchiere di bianco, ti senti leggera e pensi che – nonostante tutto – sei felice. Al diavolo la scaramanzia,  sono felice! Circondata dagli affetti, un lavoro che mi piace un hobby che mi appaga, il tempo (cazzo, il tempo!!!) di correre sul lungomare che azzera pensieri e preoccupazioni, il vento che scompiglia i capelli legati a codino come un personaggio manga… c ‘è sempre un pensiero fisso che mi ricorda che pagherò per tutto questo ma oggi no! Oggi sono felice. E la voglia di andare oltre, di mettermi alla prova, di fare un passo in più, di alzare l’asticella. Al diavolo quello che pensano gli altri,  chissenefrega di quel che pensano. Di come mi vedono. Guardarsi allo specchio e riconoscere chi si ha davanti.  La smania di andar via e restare anonimi, la sfida di restare anonimi ma lasciare qualcosa di effimero e indelebile allo stesso tempo. Guardare ai propri errori, quello che proprio potevo evitate di dire ma ormai ho detto. Che dice tanto di me e mi lascia allo scoperto e che -pazienza- non fa niente.  Sapere di aver squarciato il velo dell’apparenza, di aver osato e osato tirar fuori la verità.  Piccoli combattenti,  soldati semplici, granelli di sabbia. Esserci per un tempo infinitamente breve. Essere.  Provare ad essere sé stessi, nonostante tutto. Sapere di mettercela tutta, ogni giorno. Oggi di più, domani -forse- meno. 

strampalato

Eppoi capita in un freddo lunedì di incontrare un vecchia signora che ti ricorda che l’amore gratuito è nel rispetto e nella libertà dell’altro. L’Amore con la A maiuscola. Questa cosa strampalata che si insegue ogni giorno per tutta una vita. La signora era una gattara con un cagnolino al guinzaglio e il mangime per gli uccelli. Un incontro strampalato che ha dato luce a questo freddo lunedì. 

Torno subito…

Manco dal blog da un sacco di tempo. … confesso che ho iniziato a scrivere qualcosa ma non sono riuscita a dipanare bene i pensieri e ho accantonato in bozza l’idea. Una storia prima o poi la racconterò.  Intanto non è che mi stia girando i pollici: da metà settembre  e’ ricominciata la stagione in radio e continuo il programma di musica dedicato a cantanti e musicisti emergenti del territorio.  Quest’anno preparo parte del programma e, consapevole del fatto di sapere poco o niente di musica oltre ad avere una memoria minuscola, sto cercando di ascoltare tanta musica, di documentarmi sui pezzi storici e di svecchiare la mia cultura musicale. In tutto questo ho ricominciato a sognare di dover preparare l’ultimo esame all’università,  di essere totalmente impreparata e di dover leggere (studiare… sarebbe più appropriato) un tomo di 500 pagine di cui ignoravo l’esistenza. Per chi non  lo sa ho finito gli studi quasi 15 anni fa e non ho mai avuto situazioni di questo genere. Adesso, in quello che dovrebbe essere il mio sonno ristoratore, trova spazio un terribile stato di ansia accompagnato dalla domanda: “possibile??”. Qualche anno fa ho iniziato a sognare situazioni scolastiche di impreparazione che mi creavano un senso di disagio e lo avevo associato al periodo precedente le due gravidanze. Tant’è vero che una volta scoperto di essere incinta… fanculo esami e professori, pensavo di aver chiuso il capitolo . E no, non aspetto il terzo !! Non ho ancora capito a cosa attribuire questo senso di inadeguatezza, l’ambito della radio è pur sempre un gioco e dal punto di vista lavorativo non sono particolarmente sotto pressione. Non voglio tuttavia sottovalutare il potere dei sogni … qualcuno ha mai avuto sogni premonitori o che hanno anticipato delle situazioni particolari di stress o piacevoli? A presto. DF

Del perché No al Villaggio Turistico

Da poco rientrata dalle vacanze.  Ecco la mia lista sul perché No al Villaggio Turistico.
1) La vacanza ha i suoi ritmi, la mia vita ha dei ritmi che non cambiano neanche in vacanza. Il villaggio turistico ha un programma giornaliero di attività. C’è  dell’incompatibilita’ alla base.
2) Troppa gente. In sala da pranzo, in piscina al mare. Con la pretesa di far tutto. Di divertirsi come non mai. Di vivere al centro dell’attenzione.  Per 15 giorni. All inclusive.
3) Intolleranza alla pretesa della medesima gente di vivere l’essenza del posto che li ospita.
4) L’impossibilità di annoiarsi. A volte abbiamo bisogno anche di questi momenti.
5) L’impossibilita’ di scegliere un ristorante tipico sfizioso o di prendere una fregatura colossale.  Nonostante trip advisor.
6) L’estrema avversione a qualsiasi gioco di gruppo.
7) La cortese sopportazione degli animatori che educatamente ti invitano a partecipare alle loro bizzarre attività di gruppo.
8) La partecipazione discreta e silenziosa alle attività di gruppo dei bambini con la speranza che possano un giorno apprezzare lo sforzo senza giudicarci ridicoli.
9) La suprema certezza di aver pianificato la vacanza con il consorte che nonostante ciò mi guarda con uno sguardo obliquo e fingere di scambiarlo per profondo amore e dedizione.
10) Lo sfotto’ alla fine della settimana di lasciare un posto meraviglioso e di dover ritornare al nostro grigiore quotidiano.  Ecco, questo mi innervosisce più di tutto il resto.  Avrei preferito una quieta e silenziosa malinconia. E salutare la spiaggia.

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