crash

L’urlo di dolore (rabbia frustrazione) di Maura mi ha impressionata perché non l’avevo mai vista (né sentita) perdere la ragione a questo modo. sono rimasta inerme perché non sapevo che fare, cosa dirle…. le frasi di circostanza, io le odio, non aiutano: non placano la rabbia né convincono che passerà presto. tutto quello che, credo, sia accaduto torna a farmi riflettere su quanto siano delicate le relazioni, quanto siano soggette a cortocircuito. perché solo di cortocircuito può trattarsi. oggi è tutto più veloce, veloce e virtuale: ci si incontra on line, si chatta in rete,  poi incontri una persona reale e iniziano i guai. si manifesta tutta l’incapacità di gestire i sentimenti. propri e altrui. l’incapacità semplicemente a riconoscersi: sono Daniela sono fatta così e cosà e voglio questo per la mia vita. l’incapacità a percorrere una strada. fermarsi a riflettere e smetterla di inseguire farfalle. diavolo! possibile che sono circondata da una marea di trentenni quarantenni che sembrano usciti dai film di muccino? possibile che lui abbia capito al volo di che pasta siamo fatti (pastafrolla, senza dubbio) o forse ci ha drogati tutti rendendoci lo specchio dei suoi personaggi??? senza offesa a Gabriele che proprio non volevo tirare in ballo in questo spazio, non avrei mai pensato di dover parlare degli uomini e delle donne della mia generazione come dei ragazzini in perenne crisi ormonale che pensano solo a farsi belli, rimorchiare e scopare. e scappare alle prime luci del mattino. è una scopata senza conseguenze quella che si cerca? l’appagamento di un momento, tutto ruota intorno a questo traguardo mentre tutto il resto diventa  sfumato… quello che mi fa veramente incazzare è che noi donne siamo sempre pronte a sostenere i propri compagni nei momenti di crisi: caricarci il peso dello zaino: tranquillizzare coccolare, demolire le frustrazioni con iniezioni di fiducia e autostima. e loro appena possono si concedono una distrazione. e le donne sprofondano sentendosi stupide e umiliate, spezzate.

in definitiva…

già è complicato quando tutto VA BENE

quando invece le storie sono problematiche, altalenanti e poco chiare  è tanto difficile parlare chiaro e dirsi addio? non me la sento, non voglio legarmi, volevo solo divertirmi, voglio continuare a divertirmi, non voglio una rompicoglioni che mi dica che fare e che non fare… tanto per dire…

insomma… non è che il dialogo renda la faccenda del tutto indolore ma almeno ci risparmiamo tutta la fase da crocerossine (che ci piace  tanto, troppo… ma perchè???? )

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