la festa di Mauro

stasera i maschietti portano a ballare il povero Mauro che, con i 40 anni arrivati appena ieri, aveva bisogno di distrarsi. è da un paio di settimane che tiene banco il dibattito-sfottò sulla necessità di Mauro di tornare ad essere Mauro, per non essere schiacciato dal Mauro-papà, Mauro-marito e Mauro-che-lavora… spero che stasera capisca che ogni tanto bisogna staccare la spina da tutto e frequentare di più questi vecchi amici rompipalle dalla battuta facile e un pò, diciamolo, goduriosi e viziosi (nel senso che ogni tanto se la godono, allentano la presa e si liberano per librarsi, soli, nel cielo blù dipinto di blù). auguri Mauretto, keep calm & free your mind sometimes!

sciatica, che tortura!

mi fa male la schiena. è cominciata così: con una punta di dolore al’altezza del rene dex poi ha viaggiato lungo tutta la gamba. oggi è la classica giornataccia: mi sento come se mi avessero preso a calci vicino la tibia, in più mi fa male il muscolo dietro come se avessi corso per un’ora (usando solo una gamba anche se l’altra, la sinistra, è -ancora- perfettamente sana). la chiappa brucia.. avessi fatto cose turche, almeno…!! zoppico, non riesco ad allungare in maniera normale la gamba. in compenso attiro l’attenzione, la compassione di colleghi amici parenti e i consigli della chiunque. Infiltrazioni, bombe di cortisone, iniezioni ginnastica dolce, piscina, riposo ecchepalle! domani la signorina TuMiTu potrà straparlare di quando anche lei ha sofferto, molto più di me ovviamente, di sciatica mal di schiena stortezze, che ha curato con massaggi ginnastica medicine che ticonsigliovivamente!!! prima che diventi una tragedia che ti accompagnerà a vita. felicità.

spero solo di riuscire a dissimulare tranquillità gambe e postura perfette, sennò è finita: non me la schiodo più di dosso!

week end in famiglia

questo fine settimana è venuta a trovarci mia cugina Simona con tutta la famiglia e abbiamo passato due giorni molto piacevoli. era saltata la nostra gita in montagna e, alla fine, è venuta lei al mare!!! sono soddisfatta perchè, dopo tanto tempo, siamo state insieme in maniera autentica. non so come dirlo ma intendo senza filtri di ospitalità, senza formalità, confidandoci, ridendo e prendendoci in giro (c’è in giro un video della dottoressa sessuologa con simpatici occhialini arancio ahahahaha!). abbiamo ritrovato una certa familiarità fra di noi e so che la prossima volta che mi serve un consiglio o una parola da osservatrice esterna posso chiamare il suo numero. mi sono accorta che tanti momenti di pazzeria, di scazzo, di nevrosi appartengono a molti in questa famiglia, mi sento più vicina a quelle persone che costituiscono per me esempi di comportamento di correttezza di rettitudine e, diavolo, anche di cucina favolosa. e per concludere in bellezza io e sister abbiamo pensato di avviare una terapia da svolgere nel campo coltivato, immerse nella natura, in solitudine… e dare così una mano (due braccia ) per la coltivazione dell’orto di famiglia… visto che ne beneficiamo dei frutti!!!!

tennis club

provo grande soddisfazione quando le cose prendono, apparentemente da sole, la direzione voluta. in realtà hanno avuto la nostra spintarella. avevo detto a Lui che avremmo dovuto parlare, quando ne avrebbe avuta voglia, che per me era importante. gli ho fatto capire che il non detto era lì: aspettava solo un suo cenno. alla fine ieri sera, complice un aperitivo tete à tete, ha intavolato Lui l’argomento. è stato anche più semplice dire quello che provavo: eravamo soli e rilassati, lontani da tutti  e da casa; nel frattempo erano sedimentate convinzioni e sentimenti, si sono schiarite le idee, allontanati i dubbi e le ansie hanno ripreso una forma umana dal peso quantificato in chilo e non in quintale.

apparenze

stamattina una donna che non mi ha mai vista né conosciuta mi ha detto “si vede che sei una donna molto dolce”.

ehmm …

è necessario premettere che ero nel suo negozio a comprare le ciabattine a mia figlia e che  aveva iniziato col fare un complimento alla mia piccolina che era lì silenziosa e vergognosa a misurare le scarpette senza fare casino e senza svuotare gli scatoloni come gli indiani che prendono Fort Apache. forse per non apparire scortese con me che sono la madre della frugoletta e che le sono da esempio ha dovuto aggiungere questa osservazione.

chissà…

agosto 2013

Ho chiamato la mia amica (la mia migliore amica) per raccontarle con voce piatta e incolore come ero arrivata, appena qualche giorno prima, al punto di giocarmi la mia famiglia. Le scommesse non c’entrano niente. Allibratori quote bari e soffiate neanche. In pochi minuti stavo rovinando il lavoro di una vita. In pochi minuti le persone che amavo – che amo – mi guardavano sconcertate. Dal mio racconto trapelava appena la triste consapevolezza di avere fatto una cazzata, di essere andata vicino al punto di non ritorno, di non avere scuse né attenuanti. il fatto che il pasticciaccio brutto si fosse in qualche modo (in che modo???) ricomposto rendeva le mie parole surreali. La mia voce evanescente e lontana. Il bisogno di dirlo più urgente. La mia amica (la mia migliore amica) mi ha ascoltato e non giudicata. Alla fine di tutto mi ha solo ricordato chi sono. Stranamente non ha usato parolacce… Mi ha consigliato di  sfogarmi … in maniera non fisica, mi ha suggerito il vecchio antico e banale uso della scrittura per indagare e far chiarezza dentro di sè (dentro di me, nella fattispecie). Ho ricordato di avere questo piccolo spazio nel web… il cui nome suona oggi ironico e beffardo.