puntini sospensivi e significati sottintesi

Una donna entra in farmacia con in mano la lista dei medicinali da acquistare.Le è stato consigliato di fare l’amniocentesi per ulteriori controlli sul feto. Lei non è molto pratica di queste cose, sa che l’analisi tende ad escludere malformazioni. Entra, dunque, e porge la lista al farmacista: ovuli vaginali, antibiotico e bustine solubili di magnesio. Mette in borsa le prime due confezioni poi guarda perplessa la terza.  Insomma, pensa, a che mi serve? ha proprietà particolarmente indicate per una donna incinta che deve fare questo tipo di analisi? Decide di interrogare il farmacista: “Mi scusi”, inizia, “che indicazioni terapeutiche ci sono per il magnesio?” E lui, affabile, le spiega che il magnesio è un integratore e aggiunge, guardandola come solo un uomo può guardare una donna “fa tanto bene all’umore….” Ora, premesso che i puntini sospensivi ce li ha messi lui il farmacista e non la donna in questione che prende e mette in borsa anche i 15 euro di magnesio, sento la necessità di esprimere solidarietà e infinita pena a gli uomini che vivono di vecchi stereotipi sulle donne e, se proprio vogliamo dirla tutta, 20 bustine di magnesio solubile hanno nei 9 mesi di gravidanza e di ormoni pazzerelli la stessa incidenza di una tic tac dopo aver mangiato due/ tre spicchi d’aglio nella pasta aglio olio e peperoncino di mamma o, se non amate gli spicchi d’aglio abbrustoliti in padella, una cofana di bruschette spalmate di aglio e olio del contadino.

http://www.youtube.com/watch?v=6ZktNItwexo

La jungla

Questi sono giorni di fuoco per genitori in cerca di scuole materne pubbliche. A Roma è uscito il bando per le scuole materne comunali (per quelle statali bisognerà pazientare fino a fine mese) e, finite le feste, è partito il tam-tam con le amiche in cerca di informazioni e in esplorazione anche per le strutture private. Perché, si sa, la struttura scolastica è come un terno al lotto ed è indispensabile guardarsi intorno a cercare l’alternativa, il piano B, la via di uscita. Incalzata dunque dalle amiche ho intanto cercato di visualizzare il bando del comune, cercare almeno le scuole da indicare come scelta (una ne posso indicare, non che ci sia tanto da pensarci su). Il sito del Comune di Roma mette la notizia di uscita del bando in primissimo piano e ti rimanda all’area Servizi on Line. C’è in forma digitale il bando e tutte le informazioni? No, prima bisogna fare l’identificazione. Dopo essermi identificata con l’indirizzo di posta elettronica arriva sulla e-mail i primi 8 codici del pin di riconoscimento. Con questo posso visualizzare il bando, manco fosse un documento dei servizi segreti? NO, si accede allo step “Completamento del riconoscimento” dove c’è un form da compilare con tutti i dati del genitore richiedente compresi il numero di documento di identità, data di emissione, data di scadenza ed ente emittente. Finito direi io… invece NO. A questo punto puoi visualizzare la richiesta di codice identificativo con accettazione della privacy da stampare firmare e rispedire insieme alla fotocopia del documento di identità al Comune di Roma per fax per e-mail oppure PER POSTA al fine di ricevere SEMPRE PER POSTA PRIORITARIA i secondi codici per poter accedere al bando per fare la domanda per una (UNA) scuola comunale dell’infanzia. Ho le pulsazioni che sono aumentate mentre scrivevo, l’occhio destro che ha un “inspiegabile” sussulto nervoso…. Ma io dico: allora Mr Steve Jobs non ci ha insegnato una mazza??? possibile che invece di semplificare si incasina tutto l’ambaradam? E’ un bando, solo uno stramaledetto bando che poi bisogna compilare e la compilazione per partecipare alla corsa al posto avverrà solo ed unicamente on line (ho i brividi al pensiero di cosa mi aspetta, date le premesse). Capisco che tutto ciò serve per poter accedere alle informazioni sulla graduatoria evitando l’affollamento degli uffici e in modo da proteggere la privacy ma tutto questo ha il sapore della caccia al tesoro stile Dan Brown in Angeli & Demoni con l’unico vero obiettivo di scoraggiare le persone e comunque gestendo il tutto, alla fine, in maniera cartacea. Vecchio stile, insomma. Stile amanuense.  

Respiro…. profondamente…

Anche l’inps ha un sistema simile. E mi ci sono imbattuta quando ho dovuto inserire la richiesta di maternità e le successive richieste per i periodi di congedo parentale. Stampai anche il manuale per orientarmi e non fare casini (onde evitare interminabili file all’ufficio di zona competente) e anche lì ci sono codici identificativi spediti in 2 volte ma , almeno, il tutto viaggia in via telematica. 

Sospiro. Il giurassico inps non è poi così male…

Vorrei guardare negli occhi i programmatori del Comune di Roma, gli artefici di questa trappola. No, non avrei molto da dire loro… Vorrei vedere se fra loro non c’è qualcuno con uno smartphone o magari un I-phone ultimo modello, così solo per curiosità…

http://www.youtube.com/watch?v=o1tj2zJ2Wvg