Acqualuce

Ho un talento unico a creare una vera e propria attrazione fatale con l’inimmaginabile… ovvero l’interesse che suscita in me un qualcosa (qualsiasicosa) bollato da altri come inutile, sciocco, pericoloso solo sulla base di un pregiudizio senza averne avuta alcuna esperienza diretta. Il più delle volte mi capita di testare “l’oggetto del desiderio” e sì, accertato lo scarso appeal torno sui miei passi. in genere questo iter accende l’incazzatura dei saggi consiglieri familiari che tutto sanno pur non conoscendolo e che ai miei occhi sembrano giocare il ruolo di rivelatori di funesti accadimenti. In effetti devo dire che quanto più il loro commento è frutto di pregiudizio più mi ci accanisco.

ultimamente dato il mio stato interessante ho iniziato a pensare a come vorrei che fosse il momento del parto. Una mia amica ostetrica si è offerta di darmi alcune informazioni su quello che viene definito il parto naturale versus quello in analgesia. devo dire che ho fatto inizialmente muro in quanto la sua professione riguarda il parto in casa ed è un pò troppo estremo per i miei gusti e le mie attitudini ma non ho rifiutato un incontro “informativo”. Ho fatto delle riflessioni che non mi aspettavo: ho rivissuto il momento della  nascita di Elisa e ho rivalutato momenti di quella particolare situazione come positivi e negativi, da ripetere o da migliorare. Mi sono accorta di essere lontana dalla perfezione e che la mia idea positiva deriva dal fatto che tutto è andato bene ma che può andar meglio. Ho provato ad accennare il discorso in famiglia: mia sorella ha alzato gli occhi al cielo mia madre si è spaventata… mi rendo conto di avere di fronte due esempi di due cesarei (4 in tutto) senza possibilità di scelta. una mia amica, invece, ha partorito suo malgrado senza anestesia e ha vissuto male quei momenti perchè ignorata dal personale ospedaliero, lasciata sola.

io ho la possibilità di scegliere e tanto partorire senza dolore senza sforzo senza slabbrare un pò i tessuti è pura fantasia…

domani ho un ulteriore colloquio alla “casetta del parto” dell’ospedale, dovrò dare una indicazione, fare una scelta per poter eventualmente iniziare un percorso. sono elettrizzata ma anche un pò di paura di ansia di preoccupazione… vorrei in realtà non “dovermi preparare” e affrontare le cose così come vengono. però vorrei che filasse tutto liscio … quindi non posso soltanto sperare in una botta di fortuna. mi aspetto di avere qualche rassicurazione sulla possibilità di poter chiedere una anestesia, di poter far marcia indietro. staremo a vedere.