Istantanee di una vacanza

I capelli stopposi per il sale, finalmente il fresco dopo tanta afa romana i moncler a mezze  maniche dei turisti la sera, il conte che si lancia impavido sulla spiaggia di sassi, Elisa spericolata sulle giostre del bagno La Conchiglia e che rimedia l’ultimo giorno una botta sullo zigomo  (trofeo dell’altalena da dove è caduta). I gradini dove la sera mi rilasso con una sigaretta – novità di questa estate – dopo aver messo a letto I bimbi e aver sistemato la cucina, le signore sulla panchina proprio qui fuori, quasi di fronte a me che prendono il fresco e guardano i passanti e giudicano (parole sante e innocenti di una bimba sconosciuta che le ha notate e che stasera non vedendole lo dice al papà, lievemente in imbarazzo. .. non so se per la mia discreta presenza o perché le aveva notate anche lui). Le discese ardite nella pineta di Sirolo per arrivare alla spiaggia San Michele e le risalite faticose spingendo il passeggino con ai piedi le ciabattine di gomma pensando che torneremo nel Conero quando i bimbi saranno in grado di camminare con uno zaino in spalla. La vista mozzafiato dall’alto, il mare cristallino e salato subito profondo. Le nuvole cariche di pioggia, nere, che ci oltrepassano con indifferenza e ci graziano e fanno di noi dei temerari vittoriosi nonostante le grigie e pericolose premesse e previsioni meteo. Le passeggiate al centro, le ritirate quando la piazza si popola e iniziano i concerti – tributo delle band. La pioggia che  ci ha accolto domenica e che mercoledì ci ha dirottati ad Osimo     in una impensabile visita delle sue grotte,  il sole che ritorna prepotente, sempre. Le nostre immancabili discussioni, i baci su un divano scomodo. Le valigie pronte. Domani si riparte.wpid-20150817_114207.jpgwpid-20150822_075213.jpgwpid-20150822_071811.jpg

Advertisements

Chicche di Chicca ovvero come mia figlia da attrice consumata riesce a mettermi in imbarazzo.

I figli, certe volte li guardi e pensi: da dove arriva questo alieno? Poi ci sono infiniti  momenti in cui ti stupiscono, riempiono  di orgoglio e fanno sorridere. Mio cognato  non fa che ripetere che soprattutto le femmine sono attrici. Dopo queste performance ne sono persuasa.
Spiaggia libera attrezzata, un bagno per tutti. A Elisa scappa e tocca a me portarla e farle aspettare pazientemente il suo turno.
– mamma però  a me scappa troppo.. non c’è la faccio più a trattenerla!
– dai, solo pochi minuti: dobbiamo fare la fila…
Un ragazzo  gentile mi cede il posto, io già mi vergogno perché sembra una scenetta studiata di proposito. Non contenta, la piccola Anna Magnani continua la lagna.
– Mamma  davvero non c’è la faccio più. .. ahhaa! !
Esce una ragazza dal bagno e la signora avanti a noi rotta a compassione o temendo una evacuazione improvvisa e inarrestabile ci fa passare certa di dover attendere giusto un paio di minuti. Una volta dentro,  invece, la situazione si rivela più  complicata del previsto. ..
– Mamma non ce la faccio, è troppo dura, non esce… gemiti di dolore, lamenti, roba da sala parto.
Alla fine con un ahhaa che lo hanno sentito anche quelli della canoa in mare, termina il supremo sforzo e la bambina si acquieta. Sono un po in imbarazzo anzi tanto che evito di attardarmi con una pipi. Usciamo. La fila si è triplicata, una ragazza non nasconde un sorriso divertito, abbasso lo sguardo e filiamo via. Applausi.
Altra scena epica e, pensandoci adesso, anche questa ha a che fare con bisogni fisiologici. Entro con i miei figli in un negozio dove stanno facendo il tipico fuori tutto a 10 euro di fine estate, il conte gorgheggia, lui non parla esprime  così la sua approvazione, penso. Una commessa gentile che ne ha visti di bimbi accompagnare madri nel negozio, si avvicina e inizia a chiacchierare con loro due:
– canta tuo fratello eh?! E tu  che fai, balli?
– no io faccio le scorreggie
– (commessa) ……
– (io) …..
– (commessa) …..
– (io)….. va bene, dopo questa andiamo via (imbarazzatissima ma fingendo divertimento )
Fine, per fortuna. Sipario.