la separazione del maschio

Sono restia a scrivere recensioni perché dire se un libro mi è piaciuto o meno sia un fatto molto personale legato per lo più alle emozioni che scatena. Ci proverò, comunque. Con tutti i miei limiti e i miei personali filtri emotivi. Il libro è “La separazione del maschio” di Francesco Piccolo che mi ha prestato mia cugina Simona al termine di una discussione allargata sui perché e per come una relazione d’amore finisca a causa di un tradimento .
Il maschio che parla ci racconta delle sue molteplici storie di amore e di passione che vive contemporaneamente. Del terrore che lo assale ogni volta che torna a casa, dopo aver tradito, di essere scoperto. Della sensazione di onnipotenza che prova ogni volta che la scampa, sempre. Di come questa carica di energia e ottimismo lo fa essere un uomo più buono, più affettuoso e più presente con la moglie e la figlia. Il senso di colpa non lo sfiora nemmeno e la tecnica della quasi verità compensa e cela i buchi temporali. Poi, come suggerisce il titolo, qualcosa si rompe e la sua vita non sarà più la stessa.
(chi non vuole sapere come andrà a finire e perché interrompa QUI la lettura, idem se a leggere è un “maschio” ).
Poi accade quello che non ti aspetti cioè LUI scopre il tradimento di LEI. Lei però quando tradisce lo fa per un motivo ineluttabile “non ti amo più” e “se sono tornata è per prendermi le responsabilità di tutto quello che è successo.” Ecco, praticamente un dialogo fra sordi da cui lui esce stordito ma pulito, vittima del comportamento di lei che, stravolta da quello che sta per fare, e’ decisa a fare chiarezza e mettere un punto alla loro relazione.
Caro Francesco Piccolo grazie per questo racconto a voce maschile senza filtri, senza giri di parole, diretto e spietato, grazie per i piani sequenza della narrazione: è stato come vedere il film di questa storia. Ho percorso con ansia e lo stomaco chiuso il percorso fisico del protagonista dal portone del palazzo fino alla porta di casa, ho vissuto la sua angoscia mentre entrava nel corridoio in cerca di un indizio che lo smascherasse. Ho provato rabbia e frustrazione di fronte al suo perseverare nella menzogna, al suo essere orgogliosamente se stesso in una doppia vita che gli piaceva. Alla fine ho capito: che il mondo è maschile e non intendo dire come sostantivo. E’ patriarcale e fallocentrico, le donne sono solo giocattoli del loro desiderio (degli uomini). Quelle che fanno sesso per il loro piacere (delle donne) e basta sono, diciamocelo, un pò zoccole. O hanno una storia di mancanze e frustrazioni affettive. Ho capito che siamo lontani dalla agognata parità dei sessi, culturalmente non siamo pronti dunque scordiamocela! Non sarà un traguardo di questo secolo, chissà se per la fine del millennio….
Per tutte quelle donne che hanno cercato una spiegazione e che si sono date la colpa della fine della loro storia, consolatevi: la spiegazione non esiste e voi non avete sbagliato nulla. Proprio nulla. E’ che siamo creature provenienti da due mondi lontani che si attraggono ma proprio non riescono a dialogare.
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