faccio sport!

Stasera sono andata a correre e sì, mi sembra un evento da condividere perchè nonostante una lunga (lunghissima) inattività, è andata piuttosto bene. Per me correre è terapeutico: sono da sola e mi racconto storie, rivivo la giornata placo i malumori, metabolizzo le incazzature rispondo in maniera impeccabile a chi mi ha lasciata senza parole. E anche se gli esperti consigliano una corsa in compagnia per rompere il fiato con le chiacchiere e non accorgersi della stanchezza, io vado decisamente controcorrente. E’ la mia cura, è il tempo che dedico a me. Dopo la doccia mi sono massaggiata a lungo le gambe con una fantastica crema all’arnica con olii essenziali di eucalipto e rosmarino che danno sollievo alla gambe manco fossi una maratoneta! Chissà quanto mi durerà questo buonumore e l’energia per portare avanti la mia terapia antistress! Ringrazio il marito che ha tenuto i bimbi e preparato la tavola e la mia amica Bea per avermi spronato a ricominciare.

Incastri

Quando ero più giovane pensavo di non avere abbastanza tempo per far tutto. Pensavo che una giornata di 48 sarebbe stata utile. Ero pigra. Poi sono andata a vivere da sola e cercavo di far tutto senza chiedere aiuto a nessuno, arrivavo a fine giornata sfinita, qualcosa mi sfuggiva di mente e ricominciavo il giorno dopo con un nuovo carico di incombenze che sembrava non si esaurisse mai. Poi è nata Elisa. Il tempo era davvero poco e ho iniziato a fare una classifica delle priorità, rinunciando a qualcosa, rimandando il resto. Con Stefano si è nuovamente sovvertito l’ordine che mi ero data: ho imparato a chiedere aiuto, a lasciar perdere, a evitare polemiche sterili ad allentare la mia necessità di accentrare tutto. Ripenso a me stessa quando volevo le giornate di 48 ore e sorrido: che stupidaggine! Guardo alle mie giornate come a un puzzle e cerco l’incastro perfetto. Alla fine il trucco è tutto lì.
puzzle

aspettare

Aspettare il mio turno e finalmente fermarmi.
Non cedere alla tentazione di tirar fuori il cellulare dalla borsa e mettermi a smanettare. Foto, vecchi messaggi o post su fb.
Aspettare senza smaniare, non ho fretta, adesso.
Guardare le macchine sfilare avanti a me appoggiata al muretto, al riparo sul marciapiede. Provare a indovinare se stanno correndo a casa dopo una giornata di lavoro, se sono mamme che hanno ripreso il figlio dalla piscina, dalla scuola calcio o dall’amichetta. Osservare i meccanici che stanno per chiudere l’officina scambiare ancora qualche parola con i clienti. Uno di loro, appoggiato pesantemente su un braccio, sembra proprio sfinito. Aspettare e notare un negozio nuovo in questa piccola via, sembra un tappezziere o uno che vende mobili – diciamo – vintage. Non leggo bene la scritta sulla vetrina e non voglio abbandonare il mio trespolo, sto aspettando e non sono morsa dalla curiosità nè da una tarantola che mi spinga ad attraversare e dare un’occhiata (in realtà tutto sembra studiato ad arte: la luce soffusa, il vetro fumè ..).
Aspettare e assaporare il momento di calma, essere sfiorata dai rumori, non pensare a nulla.

Non sono più tua amica

Due mie care amiche, amiche loro stesse, hanno interrotto la loro amicizia. Me lo comunicano oggi a poche ore di distanza, con un messaggino su wzp (evviva la tecnologia) senza mezzi termini, senza l’illusione di una riconciliazione a breve. Sono stupita e a disagio. Perché non mi aspettavo tanta clinica lucidità e questa esternazione di un fatto privato. Venerdì vedrò F. che mi ha annunciato di voler spiegare . M. no, non vuole darmi la sua versione, sembra che voglia stare un pò per i fatti suoi, io non ho voglia di pressarla, di chiedere. A dirla tutta non mi va di sapere, non sono curiosa. Sono a disagio perché non voglio prendere posizione anche se so che lo farò. Sento una maggiore simpatia per una di loro, per la sua sensibilità e fragilità che non nasconde. Immagino che il motivo di questa rottura fra loro è la rivalità che è nata dalle associazioni che hanno creato, nello stesso periodo, entrambe rivolte ai bambini al loro mondo, ai giochi e alla creatività. Indovinate? sono stata invitata alle iniziative proposte e temo che, da oggi in poi, ogni partecipazione o assenza possa pesare sui miei rapporti con F. e con M. Mi sento catapultata in uno di quei bisticci fra compagne di asilo in cui una mette il broncio e dice “non sono più tua amica”.