Io

Piuttosto che cercate di imitare qualcuno preferisco essere me.
Anche se a volte mi sto sulle palle.

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Lunedì mattina

Manca poco. Lancio un urlo e me ne vado. Manca tanto così. Il PC si sta aggiornando da circa 20 minuti,  la clessidra gira gira ma non carica nulla. La collega mi ha già detto che non devo preoccuparmi che posso “riposare”. Lei è la primadonna e tutte le altre fanno da contorno. Sono capitata in un posto  di prime donne e soggetti accentratori. Non rientro in nessuna di queste categorie, che ci faccio qui? Domande senza risposta mentre la clessidra continua a girare. A vuoto.  Poi la giornata ingrana.  Piano piano. Sono già le 12. Mi accorgo che vorrei sentirmi importante e questa discrepanza con la realtà mi innervosisce. Mi piace notare le falle della facciata. Evidenziarle senza pietà, guardare i difetti strappando il velo della benevolenza. Un bagno di umiltà o semplicemente conoscere se stessi anche quando non piace ciò che si vede.

Come stiamo

Nessuna magia per me e un terreno e “salutare” antibiotico per una settimana. Stiamo al 50% perché Stefano ha la febbre da 3 giorni e una infezione proprio sotto il nasino che si tocca costantemente e che ha aperto la via a un simpatico batterio. Sto gestendo l’ansia di nonni e padre, ho cercato di minimizzare per la febbre ma adesso sto accusando la spossatezza per questa tosse continua e per le notti trascorse con un occhio aperto e vigile alle lamentele del piccolo, alle sue variazioni di temperatura, alle richieste di esser preso in braccio che mi costringono ad appisolarmi seduta. E poi perché, quando finalmente prendo sonno, i suoi piccoli piedi cicciotti finiscono precisi nello stomaco o in faccia? Elisa sta bene, tiene la bandiera della famiglia,  il marito inizia a tossire… Avevo iniziato questo post 3 giorni fa, finalmente siamo in ripresa e voglio guardare avanti con ottimismo. Prometto che è l’ultimo post sanitario che scrivo 🙂

**pausa**

Dovevo arrivare a sabato, tenere botta almeno fino alle 17. Così è stato.  E da ieri sono a letto con la febbre. Niente di che in realtà,  manco la soddisfazione di veder segnare 38 sul termometro. Sono sotto le coperte con un maglioncino di quelli pizzicosi che farebbe inorridire mia nonna (lei è la donna piu’ charmant al mondo), in condizioni abbastanza pietose e una tosse a tratti catarrosa a tratti secca e stizzosa. Sembra una malattia ad orologeria e in effetti lo è: ho tenuto duro per tutta la scorsa settimana per senso del dovere e quando le urgenze sono terminate mi sono rilassata, ho abbassato le difese. Non mi piace vedermi cosi’ accartocciata e vorrei buttare la scatola di tachipirina, lo spray per la gola mettere da parte i pile e disintossicarmi. Vado oggi pomeriggio dal dottore, non gli chiedero’ altre medicine ma di fare una magia e di rimettermi in piedi.  Non accetto di stare ancora male, mi concedo questo giorno di riposo poi basta. Spero. Altri impegni incombono. Venerdì ben due laboratori per la festa della mamma prima con il Conte poi con la Broccola mica posso dar buca! Meno che mai delegare: non esiste proprio! !! Seguiranno aggiornamenti.