Pulizie

Essere corretta, una bella persona è una gran fregatura. Oggi sto sotto. Sotto con i ricordi i rimpianti con l’emotivita’ che lascia scappare lacrime amare. Vorrei gridare tutto il mio malessere. Ma sono una donna corretta ed equilibrata. Mando giù il veleno metto su anticorpi. Vaffanculo.

Advertisements

San Valentino

Il mio giorno di San Valentino, a pranzo con le colleghe di lavoro, al ristorante cinese, con piatti diversi sopra il vassoio girevole che abbiamo assaggiato condiviso e allegramente spazzolato in un’atmosfera rilassata. Grazie a loro e al cazzeggio sulla reciproca aggressività al volante ho scoperto di avere la patente scaduta da 2 mesi…

E cosi sono qui in fila all’autoscuola per la visita oculistica che darà legittimità e un nuovo documento alla mia guida spericolata!

Breve lista per mettere ordine in un periodo di cambiamenti

Non sarà un elenco di buoni propositi che non riuscirò a spuntare a fine anno: voglio darmi delle possibilità e ricordarmene.

Non voglio costruirmi aspettative per il domani, ultimamente ho avuto delusioni, mi godo l’oggi.

Tempo per la famiglia, che sia qualitativamente di valore. Perché i bimbi crescono e hanno bisogno di presenza, allegria coinvolgimento e una guida.

Tempo per questo blog: ad oggi è in modalità privato. Troppe visite, tutte insieme nella stessa sera che mi sono sputtanata con i colleghi di lavoro. Ho deciso di bloccarlo perché non volevo diventasse il passatempo di persone morbosamente curiose, ma tornerà ad essere lo specchio dei miei contorti pensieri e delle emozioni anche quelle politicamente e socialmente scorrette (soprattutto !!!)

Ci vogliamo mettere anche qualche prova sportiva??!  sono contro l’idea di correre tutti insieme (troppi), l’idea della preparazione finalizzata alla prestazione spegne l’entusiasmo del momento ma ho voglia di aria nuova, di mettermi alla prova, di scuse per una gita fuori porta… (domenica 11 febbraio la non competitiva di 7 chilometri a Fregene)

La radio: è stata una esperienza bellissima, finché è durata. Il programma non ha ripreso a settembre per motivi di budget. C’ero rimasta male ma avevo anche bisogno di tempo per disintossicarmi: rivalità e centralità avevano spostato i miei obiettivi essenzialmente ludici ad altro. Mi manca, un sacco. Ho aspettato che mi richiamassero, certa che lo avrebbero fatto, pronta a dimenticare tutte le mie aspettative deluse. Mi piacerebbe ributtarmici dentro, sono pronta: ho voglia di rimettermi in gioco, di fare qualcosa che mi piace ed entusiasma, trovare altri lidi. Tenterò, proverò… al massimo mi diranno no.

Ultimo capitolo: lavoro. Ho chiesto il part time, ci penso da settembre, da quando mi sono sentita frustrata dal nuovo assetto, spogliata di quelle competenze che senza di te la baracca non cammina  e “grazie di esistere”. Ecco, le parole contano, fanno danni se dette a casaccio… Ho aspettato perché sarebbe stata una resa e non era neanche pensabile. Ho aspettato di riguadagnare terreno e un pò di fiducia. Ho creduto di poter cambiare l’andazzo e l’ho cambiato con questa richiesta. Ho bisogno di tempo, per me per ripensarmi reinventarmi ributtarmi in qualcosa di nuovo, lavorativamente parlando. Posso fare di tutto, ho solo bisogno di stimoli giusti e di qualche novità. La troverò, tra un anno o dopo. Voglio andare avanti, non voglio che questo momento di scazzo diventi il leit motiv dei prossimi anni, no grazie piuttosto mi dedico all’agricoltura (che pure potrebbe essere l’alternativa, chi può dirlo…)

Questa sono io, questo quello che voglio per me stessa. In bilico fra ciò che è stato e ciò che vorrei che sia, in un sostanziale disallineamento che spero di colmare.

Voglio essere felice non coerente (cit. mia cugina Paola)

Good bye good luck

Questa settimana ho salutato due compagni di viaggio, in partenza per nuove destinazioni lavorative; quando si condivide buona parte della giornata con qualcuno si impara a riconoscere dal volto, dal modo di incedere, da come si entra in ufficio che cosa passa per la testa. Se c’è qualche buco da coprire, incombenze da sistemare, appuntamenti da incastrare o se è solo un faticoso lunedì da affrontare. Ci saranno nuove routine da inventare, volti nuovi da decodificare, nuovi equilibri. La prossima settimana si apre un nuovo capitolo, per chi parte e per chi resta. Per me adesso smarrimento: troppe novità, tutte insieme. E un mal di stomaco emotivo che penso mi accompagnerà nei prossimi giorni.

Resi

Ingenuità. Fra i miei tanti peccati questo credo sia quello più ricorrente, ingiustificabile insopportabile e più difficile da rimuovere. L’ingenuità si lega all’attimo – giuro, questione di pochi secondi – che va a incasinare non dico la mia vita perfetta ma quella parvenza di linearità che con fatica perseguo. Ingenuità è la tassa da pagare prima di fare luce sulle persone. Dopo è un gioco da ragazzi riconoscere chi ho davanti.

Caro anno 2017, sei stato denso e pieno di risvolti non sempre piacevoli, ricco e generoso in definitiva. Prendo tutto il buono che mi hai dato, non dimenticherò gli errori, lavorerò per spianare le difficoltà. Chiedo di tenerti un pò dell’ingenuità che quest’anno ho usato a profusione, per il 2018 gradirei sperimentare  un pò di bastardaggine.

Con rispetto, Dragonflai