da Bologna a Babilonia

Da quando il bolognese ha chiuso l’omonimo ristorante sotto casa nostra mi sento un pò orfana. Devo essere sincera: nei suoi due anni di attività ci saremmo andati 3 volte… spero che avesse clienti ben più affezionati di noi però posso dire che in queste poche volte ci ha sempre tolto le castagne dal fuoco (quando non avevo voglia di cucinare non avevo tempo o poche e confuse idee) ristorandoci con piatti dal sapore genuino e casalingo. Mi manca il suo viso tondo come un tortellino e rilassato, la sua presenza discreta, l’accoglienza familiare come se gli avessimo fatto un’improvvisata a casa. Nella nostra strada poco conosciuta dove è sempre complicato trovare parcheggio si sono succeduti in pochi anni un ristorante di pesce, la cucina romana, quella bolognese e da un mese si sono insediati dei nuovi ristoratori. L’insegna è di un paio di giorni: il nome è evocativo ma il sottotitolo “la cucina che avanza” ha scatenato dubbi e perplessità su ciò che è l’obiettivo del nuovo ristorante. Esperimenti arditi, abbinamenti tematici o semplicemente quello che c’è (e che è rimasto) c’è ??!

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