Del perché No al Villaggio Turistico

Da poco rientrata dalle vacanze.  Ecco la mia lista sul perché No al Villaggio Turistico.
1) La vacanza ha i suoi ritmi, la mia vita ha dei ritmi che non cambiano neanche in vacanza. Il villaggio turistico ha un programma giornaliero di attività. C’è  dell’incompatibilita’ alla base.
2) Troppa gente. In sala da pranzo, in piscina al mare. Con la pretesa di far tutto. Di divertirsi come non mai. Di vivere al centro dell’attenzione.  Per 15 giorni. All inclusive.
3) Intolleranza alla pretesa della medesima gente di vivere l’essenza del posto che li ospita.
4) L’impossibilità di annoiarsi. A volte abbiamo bisogno anche di questi momenti.
5) L’impossibilita’ di scegliere un ristorante tipico sfizioso o di prendere una fregatura colossale.  Nonostante trip advisor.
6) L’estrema avversione a qualsiasi gioco di gruppo.
7) La cortese sopportazione degli animatori che educatamente ti invitano a partecipare alle loro bizzarre attività di gruppo.
8) La partecipazione discreta e silenziosa alle attività di gruppo dei bambini con la speranza che possano un giorno apprezzare lo sforzo senza giudicarci ridicoli.
9) La suprema certezza di aver pianificato la vacanza con il consorte che nonostante ciò mi guarda con uno sguardo obliquo e fingere di scambiarlo per profondo amore e dedizione.
10) Lo sfotto’ alla fine della settimana di lasciare un posto meraviglioso e di dover ritornare al nostro grigiore quotidiano.  Ecco, questo mi innervosisce più di tutto il resto.  Avrei preferito una quieta e silenziosa malinconia. E salutare la spiaggia.

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Come stiamo

Nessuna magia per me e un terreno e “salutare” antibiotico per una settimana. Stiamo al 50% perché Stefano ha la febbre da 3 giorni e una infezione proprio sotto il nasino che si tocca costantemente e che ha aperto la via a un simpatico batterio. Sto gestendo l’ansia di nonni e padre, ho cercato di minimizzare per la febbre ma adesso sto accusando la spossatezza per questa tosse continua e per le notti trascorse con un occhio aperto e vigile alle lamentele del piccolo, alle sue variazioni di temperatura, alle richieste di esser preso in braccio che mi costringono ad appisolarmi seduta. E poi perché, quando finalmente prendo sonno, i suoi piccoli piedi cicciotti finiscono precisi nello stomaco o in faccia? Elisa sta bene, tiene la bandiera della famiglia,  il marito inizia a tossire… Avevo iniziato questo post 3 giorni fa, finalmente siamo in ripresa e voglio guardare avanti con ottimismo. Prometto che è l’ultimo post sanitario che scrivo 🙂

Finally, party!

Oggi la tanto temuta festa di compleanno per mia figlia. È andato tutto molto bene e ne sono stra contenta! Le premesse negative le avevo già fatte qualche giorno fa in questa sede e vorrei aggiungere a quelle anche la preoccupazione per un ritorno alle temperature invernali ( il parco non prevede la possibilità di saletta interna chiusa e asciutta), una influenza- la mia-  che non è scoppiata grazie a fiumi di tachipirina ma che mi sta tenendo in scacco da una settimana ormai (sempre in piedi e abbastanza lucida la mattina per poter andare a lavoro sempre stravolta la sera pervasa da un gelo che neanche Elsa di Frozen). Alla fine siamo stati graziati dal bel tempo, i bambini sono stati stregati dalla animatrice che senza aver bisogno di somministrare loro droghe li ha coinvolti in tanti giochi. I genitori hanno apprezzato il posto e il cibo era ottimo ed abbondante per tutti. La cosa fantastica è che non abbiamo avuto limiti di orario e ci siamo trattenuti fino al primo pomeriggio momento in  cui siamo letteralmente scappati: io in radio e mio marito a casa con i bimbi da mettere a riposare.

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Insomma un successo su tutta la linea e i complimenti di mio marito. 

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Incastri

Quando ero più giovane pensavo di non avere abbastanza tempo per far tutto. Pensavo che una giornata di 48 sarebbe stata utile. Ero pigra. Poi sono andata a vivere da sola e cercavo di far tutto senza chiedere aiuto a nessuno, arrivavo a fine giornata sfinita, qualcosa mi sfuggiva di mente e ricominciavo il giorno dopo con un nuovo carico di incombenze che sembrava non si esaurisse mai. Poi è nata Elisa. Il tempo era davvero poco e ho iniziato a fare una classifica delle priorità, rinunciando a qualcosa, rimandando il resto. Con Stefano si è nuovamente sovvertito l’ordine che mi ero data: ho imparato a chiedere aiuto, a lasciar perdere, a evitare polemiche sterili ad allentare la mia necessità di accentrare tutto. Ripenso a me stessa quando volevo le giornate di 48 ore e sorrido: che stupidaggine! Guardo alle mie giornate come a un puzzle e cerco l’incastro perfetto. Alla fine il trucco è tutto lì.
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Istantanee di una vacanza

I capelli stopposi per il sale, finalmente il fresco dopo tanta afa romana i moncler a mezze  maniche dei turisti la sera, il conte che si lancia impavido sulla spiaggia di sassi, Elisa spericolata sulle giostre del bagno La Conchiglia e che rimedia l’ultimo giorno una botta sullo zigomo  (trofeo dell’altalena da dove è caduta). I gradini dove la sera mi rilasso con una sigaretta – novità di questa estate – dopo aver messo a letto I bimbi e aver sistemato la cucina, le signore sulla panchina proprio qui fuori, quasi di fronte a me che prendono il fresco e guardano i passanti e giudicano (parole sante e innocenti di una bimba sconosciuta che le ha notate e che stasera non vedendole lo dice al papà, lievemente in imbarazzo. .. non so se per la mia discreta presenza o perché le aveva notate anche lui). Le discese ardite nella pineta di Sirolo per arrivare alla spiaggia San Michele e le risalite faticose spingendo il passeggino con ai piedi le ciabattine di gomma pensando che torneremo nel Conero quando i bimbi saranno in grado di camminare con uno zaino in spalla. La vista mozzafiato dall’alto, il mare cristallino e salato subito profondo. Le nuvole cariche di pioggia, nere, che ci oltrepassano con indifferenza e ci graziano e fanno di noi dei temerari vittoriosi nonostante le grigie e pericolose premesse e previsioni meteo. Le passeggiate al centro, le ritirate quando la piazza si popola e iniziano i concerti – tributo delle band. La pioggia che  ci ha accolto domenica e che mercoledì ci ha dirottati ad Osimo     in una impensabile visita delle sue grotte,  il sole che ritorna prepotente, sempre. Le nostre immancabili discussioni, i baci su un divano scomodo. Le valigie pronte. Domani si riparte.wpid-20150817_114207.jpgwpid-20150822_075213.jpgwpid-20150822_071811.jpg

festa di compleanno

Solo ieri, dopo 10 mesi di pratica costante, ho capito ESATTAMENTE che cosa vuol dire avere 2 figli e gestirli qualsiasi cosa accada. Mi era già chiaro (ma solo IN TEORIA) che per quanti programmi io possa fare cioè LETTERALMENTE programmare con un giusto anticipo una certa situazione, evento con tutti i suoi annessi e connessi, ecco che PUNTUALMENTE il castello di carte crolla e devi metterne su uno che comunque deve stare in piedi anche se non assomiglia neanche lontanamente a quello del principe di Cenerentola.
Dunque ieri era il compleanno di Elisa: dovevamo festeggiarla! Stefano aveva la febbre alta da 2 giorni, avevamo dormito poco ed eravamo sfasati. Abbiamo anticipato la cena convertendola in semplice merenda con i nonni e i cuginetti, avevo preparato la torta la mattina e avevo aspettato a guarnirla nel pomeriggio. Proprio nel momento in cui stendevo la panna e aggiustavo l’ostia con il disegno di Bloom la sua eroina preferita al centro e spargevo i cuoricini di zucchero tutti intorno sento il piccolino di casa che si disperava mentre il papà gli somministrava lo sciroppo. In quel momento ho sentito una stretta al cuore: io a stendere panna e cuoricini per rendere felice Elisa mentre Stefano urlava a pieni polmoni con lacrime in bilico tra le ciglia e le guance paffute salite fin sotto gli occhi………………….
Mi sono costretta a continuare ciò che stavo facendo anche se mi sentivo sciocca, mentalmente mi ripetevo che il Conte avrebbe pianto così anche se doveva semplicemente cambiare il pannolino.
Il pomeriggio è proseguito tranquillamente con una gioiosa festa in famiglia: Stefano, finalmente calmo (o sedato dallo sciroppo) ha regalato a tutti festosi sorrisi, Elisa ha spento le candeline e scartato i regalini. La torta era carina e buona. Dopo averla vista mi ha detto “mamma!!! Hai messo solo i cuoricini …” La streghetta aveva visto e memorizzato tutte le decorazioni e non ha potuto fare a meno di notare che mancavano le stelline di zucchero!