La giornata imperfetta

Lunedì, oggi. Grigio umido uggioso. Piove. Cazzo, il lunedì di pioggia è quanto di peggio ci possa essere: chi ha voglia di alzarsi e di cominciare la giornata lavorativa? Non io. Non dopo 10 mesi. Sapevo che sarebbe arrivato questo giorno ed ero preparata ad affrontarlo: lo avevo ovviamente programmato in modo che sarebbe filato tutto liscio con il Conte che iniziava il nido, la Broccola a scuola e la primavera alle porte… Invece l’influenza ha colpito proprio adesso: il piccolo ha la febbre da ieri, la grande sfoggia una tosse catarrosa da fumatrice incallita, moccoletti appesi ai nasi di tutti e due. In ufficio sono invisibile: i colleghi sono stati tutti carini con me, hanno chiesto dei bambini e poi hanno iniziato il loro lavoro mentre io tentavo di farmi riconoscere dal sistema, invano. Ho praticamente scaldato la sedia nel mio loculo (hanno rimodernato e razionalizzato gli spazi quindi ognuno di noi ha un loculo con scrivania pc telefono e armadietto ma tutti sentono tutto come in ogni moderno open space zero privacy) facendo la lista (evvai con le liste!!!) delle abilitazioni che dovrei avere (o chiedere) non appena aprirò il pc. A fine giornata ho fatto il punto con il direttore e prendendo il “toro per le corna” (cioè la situazione non lui, poverino…) sono fiduciosa che domani, se non perfetta, sarà una giornata diversa. Coraggio!!!

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