Oggi (.. complice la primavera)

E poi arriva la sera che,  complice un bicchiere di bianco, ti senti leggera e pensi che – nonostante tutto – sei felice. Al diavolo la scaramanzia,  sono felice! Circondata dagli affetti, un lavoro che mi piace un hobby che mi appaga, il tempo (cazzo, il tempo!!!) di correre sul lungomare che azzera pensieri e preoccupazioni, il vento che scompiglia i capelli legati a codino come un personaggio manga… c ‘è sempre un pensiero fisso che mi ricorda che pagherò per tutto questo ma oggi no! Oggi sono felice. E la voglia di andare oltre, di mettermi alla prova, di fare un passo in più, di alzare l’asticella. Al diavolo quello che pensano gli altri,  chissenefrega di quel che pensano. Di come mi vedono. Guardarsi allo specchio e riconoscere chi si ha davanti.  La smania di andar via e restare anonimi, la sfida di restare anonimi ma lasciare qualcosa di effimero e indelebile allo stesso tempo. Guardare ai propri errori, quello che proprio potevo evitate di dire ma ormai ho detto. Che dice tanto di me e mi lascia allo scoperto e che -pazienza- non fa niente.  Sapere di aver squarciato il velo dell’apparenza, di aver osato e osato tirar fuori la verità.  Piccoli combattenti,  soldati semplici, granelli di sabbia. Esserci per un tempo infinitamente breve. Essere.  Provare ad essere sé stessi, nonostante tutto. Sapere di mettercela tutta, ogni giorno. Oggi di più, domani -forse- meno. 

strampalato

Eppoi capita in un freddo lunedì di incontrare un vecchia signora che ti ricorda che l’amore gratuito è nel rispetto e nella libertà dell’altro. L’Amore con la A maiuscola. Questa cosa strampalata che si insegue ogni giorno per tutta una vita. La signora era una gattara con un cagnolino al guinzaglio e il mangime per gli uccelli. Un incontro strampalato che ha dato luce a questo freddo lunedì. 

Torno subito…

Manco dal blog da un sacco di tempo. … confesso che ho iniziato a scrivere qualcosa ma non sono riuscita a dipanare bene i pensieri e ho accantonato in bozza l’idea. Una storia prima o poi la racconterò.  Intanto non è che mi stia girando i pollici: da metà settembre  e’ ricominciata la stagione in radio e continuo il programma di musica dedicato a cantanti e musicisti emergenti del territorio.  Quest’anno preparo parte del programma e, consapevole del fatto di sapere poco o niente di musica oltre ad avere una memoria minuscola, sto cercando di ascoltare tanta musica, di documentarmi sui pezzi storici e di svecchiare la mia cultura musicale. In tutto questo ho ricominciato a sognare di dover preparare l’ultimo esame all’università,  di essere totalmente impreparata e di dover leggere (studiare… sarebbe più appropriato) un tomo di 500 pagine di cui ignoravo l’esistenza. Per chi non  lo sa ho finito gli studi quasi 15 anni fa e non ho mai avuto situazioni di questo genere. Adesso, in quello che dovrebbe essere il mio sonno ristoratore, trova spazio un terribile stato di ansia accompagnato dalla domanda: “possibile??”. Qualche anno fa ho iniziato a sognare situazioni scolastiche di impreparazione che mi creavano un senso di disagio e lo avevo associato al periodo precedente le due gravidanze. Tant’è vero che una volta scoperto di essere incinta… fanculo esami e professori, pensavo di aver chiuso il capitolo . E no, non aspetto il terzo !! Non ho ancora capito a cosa attribuire questo senso di inadeguatezza, l’ambito della radio è pur sempre un gioco e dal punto di vista lavorativo non sono particolarmente sotto pressione. Non voglio tuttavia sottovalutare il potere dei sogni … qualcuno ha mai avuto sogni premonitori o che hanno anticipato delle situazioni particolari di stress o piacevoli? A presto. DF

fuori gioco

Giusto qualche giorno fa leggevo sul mio profilo fb il post di un magazine femminile che seguo: Soft Revolution, web magazine che tratta attualità cultura da un punto di vista femminile. Il post che è questo

Collabora con noi

era una inserzione per la ricerca di nuove collaboratrici. Così ho scritto questo

Buongiorno redazione, mi chiamo DF ho 39 anni, vivo a Roma ho 2 figli un marito una casa e lavoro come impiegata amministrativa. Il mio lavoro mi piace, i miei figli sono 2 terrificanti tesori che mi danno tante gioie chiedono spazio e tante energie. Come sia stata la mia vita prima di loro non me lo ricordo più ma non ho alcun rimpianto: Elisa e Stefano mi hanno costretta a crescere, fare scelte adeguate alle nuove esigenze della famiglia e in cambio mi hanno fatto scoprire tanta forza che non credevo di avere. Sono una ex ragazza timida. Oggi sono una donna che sta riorganizzando i suoi spazi: ne voglio per me senza sensi di colpa. Mi sono rimessa in gioco. Ho un blog che aggiorno di quando in quando. E’ sulla piattaforma WordPress e si chiama Fai cose buone. Il titolo non è un programma né un’aspirazione, prende in prestito le parole di mia mamma (è ancora fra noi, eh!) quando mi esortava (e lo fa ancora) a fare il meglio possibile ma anche a godermi le cose, le esperienze, la vita in generale. Da marzo collaboro con una radio locale: faccio la speaker in un programma musicale dedicato agli artisti emergenti. Ho partecipato per sfizio alle selezioni della radio: da ragazzina mi sarebbe piaciuto lavorare in radio perché mi avrebbe permesso di dire quello che normalmente non osavo per timidezza e dimenticare i limiti che mi mettevo davanti. Mi hanno dato fiducia e ho iniziato questa esperienza. E’ una co-conduzione con Francesca, una ragazza con 20 anni meno di me con la quale mi trovo a mio agio, grazie a questa sintonia riusciamo a rendere rilassati gli ospiti che arrivano in studio sempre tesi ed emozionatissimi per l’imminente diretta. Sono in un momento molto positivo della mia vita. Ho delle soddisfazioni che compensano le giornate faticose e stressanti a contatto con il pubblico. Mio marito mi appoggia. Parlo di lui in ultima battuta, è presente, c’è. Mi segue da lontano, non è un uomo che deve avere il controllo, non chiede di leggere i miei post, sa che non sono una principessa da salvare dal drago. E’ felice di questi interessi che coltivo, degli effetti che hanno su di me. Vi mando queste righe perché vorrei mettermi in gioco anche sul campo scrittura e tematiche femminili. Vi abbraccio e spero di sentirvi presto. In ogni caso continuerò a seguirvi.

Ecco.

Ho aggiunto i contatti: email, cellulare, facebook, riferimenti del blog e anche della radio, tanto per non far mancare nulla.

Dopo un giorno mi hanno risposto che la ricerca è under 30. E’ vero, nella foga di propormi neanche ho fatto caso al particolare requisito. Peccato.

C’è di buono in questo rapido scambio di mail l’adrenalina che ho sentito quando ho deciso di buttarmi, anche se mi sembrava un passo enorme. C’è di buono il sorriso che ho quando dico peccato! La cosa più incredibile è accorgermi di quanto sono uscita allo scoperto negli ultimi mesi. Sono fuori gioco per limiti di età. Sento di essere nel pieno della partita (eh, sì sono cominciati gli europei e da italiana media riscopro il gusto di guardare una partita di calcio!!!)

Vaso di coccio

Ci vuole coraggio per vivere. Il coraggio delle proprie azioni, delle scelte e degli sbagli. Fare la cosa giusta sembra a volte la strada più tranquilla da percorrere, quella segnata da tutti, quella che tutti si aspettano che tu segua. Oggi sono piena di dubbi, rimurgino su ciò che ho scansato. Sulla mancanza di coraggio di chiamare le cose col proprio nome. La verità è fine a sé stessa? Presta una giustificazione all’inezia? Cogito ergo Sum? Cogito ergo rum. ….