La giornata imperfetta

Lunedì, oggi. Grigio umido uggioso. Piove. Cazzo, il lunedì di pioggia è quanto di peggio ci possa essere: chi ha voglia di alzarsi e di cominciare la giornata lavorativa? Non io. Non dopo 10 mesi. Sapevo che sarebbe arrivato questo giorno ed ero preparata ad affrontarlo: lo avevo ovviamente programmato in modo che sarebbe filato tutto liscio con il Conte che iniziava il nido, la Broccola a scuola e la primavera alle porte… Invece l’influenza ha colpito proprio adesso: il piccolo ha la febbre da ieri, la grande sfoggia una tosse catarrosa da fumatrice incallita, moccoletti appesi ai nasi di tutti e due. In ufficio sono invisibile: i colleghi sono stati tutti carini con me, hanno chiesto dei bambini e poi hanno iniziato il loro lavoro mentre io tentavo di farmi riconoscere dal sistema, invano. Ho praticamente scaldato la sedia nel mio loculo (hanno rimodernato e razionalizzato gli spazi quindi ognuno di noi ha un loculo con scrivania pc telefono e armadietto ma tutti sentono tutto come in ogni moderno open space zero privacy) facendo la lista (evvai con le liste!!!) delle abilitazioni che dovrei avere (o chiedere) non appena aprirò il pc. A fine giornata ho fatto il punto con il direttore e prendendo il “toro per le corna” (cioè la situazione non lui, poverino…) sono fiduciosa che domani, se non perfetta, sarà una giornata diversa. Coraggio!!!

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le liste di papà

è iniziato il periodo di congedo parentale previsto dalla legge (ancora, almeno) dopo i 5 mesi di maternità. è iniziato e durerà diversi mesi. mi sento molto propositiva e vorrei far fruttare questo tempo, capitalizzarlo, crescere io stessa. ho pensato “studio una lingua straniera, il tedesco!”. il marito ha obiettato di migliorare il mio inglese ma voglio qualcosa di nuovo, di stimolante…. potrei cimentarmi nel fare splendidi dolci, diversi dal  solito ciambellone o la crostata di marmellata. mia sorella fa torte belle da vedere e buone da morire: sono ammirata (anche un pò invidiosa) e vorrei riuscirci anche io.
non ho terminato di formulare questi pensieri e progettare il da farsi che realizzo di avere appena il tempo di fare la doccia, di essere completamente assorbita dalla pianificazione delle lavatrici da avviare che deve coincidere con l’asciugatura dei panni (al sole di questa pazza stagione) della precedente, che è quasi un miracolo se riesco a concentrarmi per leggere qualche articolo di giornale… come penso di riuscire addirittura studiare da zero il tedesco??? il nuovo arrivato è buono e tranquillo … quando siamo fuori casa e dispensa sorrisi e gridolini di gioia ma ha accorciato la durata dei pisolini e spesso, quando non è a spasso o in braccio, inizia la litania struggente “mi hai messo in un angolo, io sono piccolo buono bello e voglio stare sempre con te!!” come se non bastasse il mio senso di colpa, i panni da lavare, il poco tempo a disposizione, per la voglia di fare o di strafare spesso inizio una cosa e la mollo presto per iniziare una nuova attività… insomma dove infilo il corso di tedesco e di pasticceria? penso che se ne voglio uscire fuori senza incasinarmi e mettendo a segno qualcosa di buono devo ricorrere a delle liste. pulite ordinate schematiche. dopo 20 e passa anni ho pescato nel cassetto dei ricordi quella strana attività di pianificazione del tempo che mio padre mi costringeva a fare per organizzami nei compiti di scuola e non perdermi in un bicchiere d’acqua. all’epoca, manco a dirlo, sembrava una cosa da marziani anzi da macchina senz’anima che viene programmata per portare a termine il lavoro, oggi sto rivalutando il suo potere di semplificare e guidare. ho iniziato, sembra funzionare!