Del perché No al Villaggio Turistico

Da poco rientrata dalle vacanze.  Ecco la mia lista sul perché No al Villaggio Turistico.
1) La vacanza ha i suoi ritmi, la mia vita ha dei ritmi che non cambiano neanche in vacanza. Il villaggio turistico ha un programma giornaliero di attività. C’è  dell’incompatibilita’ alla base.
2) Troppa gente. In sala da pranzo, in piscina al mare. Con la pretesa di far tutto. Di divertirsi come non mai. Di vivere al centro dell’attenzione.  Per 15 giorni. All inclusive.
3) Intolleranza alla pretesa della medesima gente di vivere l’essenza del posto che li ospita.
4) L’impossibilità di annoiarsi. A volte abbiamo bisogno anche di questi momenti.
5) L’impossibilita’ di scegliere un ristorante tipico sfizioso o di prendere una fregatura colossale.  Nonostante trip advisor.
6) L’estrema avversione a qualsiasi gioco di gruppo.
7) La cortese sopportazione degli animatori che educatamente ti invitano a partecipare alle loro bizzarre attività di gruppo.
8) La partecipazione discreta e silenziosa alle attività di gruppo dei bambini con la speranza che possano un giorno apprezzare lo sforzo senza giudicarci ridicoli.
9) La suprema certezza di aver pianificato la vacanza con il consorte che nonostante ciò mi guarda con uno sguardo obliquo e fingere di scambiarlo per profondo amore e dedizione.
10) Lo sfotto’ alla fine della settimana di lasciare un posto meraviglioso e di dover ritornare al nostro grigiore quotidiano.  Ecco, questo mi innervosisce più di tutto il resto.  Avrei preferito una quieta e silenziosa malinconia. E salutare la spiaggia.

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Istantanee di una vacanza

I capelli stopposi per il sale, finalmente il fresco dopo tanta afa romana i moncler a mezze  maniche dei turisti la sera, il conte che si lancia impavido sulla spiaggia di sassi, Elisa spericolata sulle giostre del bagno La Conchiglia e che rimedia l’ultimo giorno una botta sullo zigomo  (trofeo dell’altalena da dove è caduta). I gradini dove la sera mi rilasso con una sigaretta – novità di questa estate – dopo aver messo a letto I bimbi e aver sistemato la cucina, le signore sulla panchina proprio qui fuori, quasi di fronte a me che prendono il fresco e guardano i passanti e giudicano (parole sante e innocenti di una bimba sconosciuta che le ha notate e che stasera non vedendole lo dice al papà, lievemente in imbarazzo. .. non so se per la mia discreta presenza o perché le aveva notate anche lui). Le discese ardite nella pineta di Sirolo per arrivare alla spiaggia San Michele e le risalite faticose spingendo il passeggino con ai piedi le ciabattine di gomma pensando che torneremo nel Conero quando i bimbi saranno in grado di camminare con uno zaino in spalla. La vista mozzafiato dall’alto, il mare cristallino e salato subito profondo. Le nuvole cariche di pioggia, nere, che ci oltrepassano con indifferenza e ci graziano e fanno di noi dei temerari vittoriosi nonostante le grigie e pericolose premesse e previsioni meteo. Le passeggiate al centro, le ritirate quando la piazza si popola e iniziano i concerti – tributo delle band. La pioggia che  ci ha accolto domenica e che mercoledì ci ha dirottati ad Osimo     in una impensabile visita delle sue grotte,  il sole che ritorna prepotente, sempre. Le nostre immancabili discussioni, i baci su un divano scomodo. Le valigie pronte. Domani si riparte.wpid-20150817_114207.jpgwpid-20150822_075213.jpgwpid-20150822_071811.jpg